Resoconti del girovagare per svago, curiosità e cultura
Il Duomo di Monreale è stato per noi una sorta di anticipazione di ciò che in anni successivi potremo ammirare a Ravenna e Aquileia e, in parte, consolazione per non aver potuto accedere quest'anno alla Cappella Palatina e neppure più tardi alla Cattedrale di Cefalù parti cardine dell'itinerario arabo-normanno in Sicilia. .
Il tratto comune sono certamente i mosaici bizantini, accecanti nei loro sfondi dorati. Ne siamo rimasti affascinati. Le figure dai grandi occhi tondi, con espressione ieratica se ne stanno come sospese, come se, nella loro santità si stessero elevando al cielo.
Ma non solo i mosaici ci hanno colpito. La posizione di Monreale è di per s'è affascinante con la sua vista mozzafiato su Palermo e l'intera Conca d'Oro. Poi, l'architettura stessa della chiesta con le sue fini decorazioni geometriche, arabesche.
Infine, forse per noi la cosa migliore dell'intero complesso, il Chiostro dei Benedettini, a lato della chiesa.. Un giardino a pianta quadrata di bel 47 metri lato con un portico ad archi ogivali sorretto da 26 colonnine. Al centro la "Fontana del Re".
Ciò ci ha particolarmente sorpreso è la varietà delle decorazioni delle colonne e la finezza dei bassorilievi che ornano i capitelli. Nel percorrere il perimetro del chiostro è inevitabile che il pensiero vada ai monaci che l'hanno abitato e alla loro vita qui.
Leggendo la storia di questo complesso ci si perde un po' nelle vicissitudini di re e abati medievali, con le loro diatribe, i possedimenti, le condessioni e i feudi ma in fondo se ciò che resta di loro è ciò che oggi abbiamo potuto ammirare sul resto possiamo anche sorvolare.